La Polizia di Stato, coordinata dalla Procura di Milano e dalla Procura per i minorenni di Milano, sta dando esecuzione a numerosi provvedimenti restrittivi anche a carico di stranieri. L’operazione nasce da un’attività di indagine sul fenomeno delle rapine e dei furti con strappo commessi da giovani stranieri negli ultimi mesi, svelando un’importante attività di ricettazione. I malviventi prendevano di mira oggetti in oro e in particolare collane indossate da giovani e in alcune circostanze anche da anziani. Agli arrestati per una lunga serie di rapine accadute per strada, nelle stazioni delle metro e a bordo altri mezzi pubblici è contestata l’associazione per delinquere, la ricettazione e riciclaggio.
I provvedimenti sono stati presi nei confronti di 50 persone (32 maggiorenni e 18 minorenni), a cui vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, ricettazione e riciclaggio, rapina.
In particolare, si tratta di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emesse dal GIP del Tribunale per i Minorenni. La visione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza dei luoghi dove sono state commesse le rapine, l’attività tecnica di intercettazione, l’analisi dei dispositivi telefonici sequestrati, ha permesso, quindi, non solo di individuare gli autori di 25 rapine, ma anche di svelare un sistematico e permanente canale di ricettazione dei monili in oro riconducibile a una famiglia di origine rumena, i cui componenti (7 persone) sono stati tutti arrestati con la contestazione dei reati di associazione per delinquere, ricettazione e riciclaggio.
La base logistica è stata individuata in una casa popolare abusivamente occupata, nel quartiere San Siro, dove gli autori delle rapine sapevano di potersi recare, per ricettare la refurtiva, senza alcun preavviso e a qualsiasi orario. Periodicamente, l’oro raccolto veniva trasportato in Romania per essere riciclato. Sebbene il canale di ricettazione non prevedesse particolari filtri, il gruppo rumeno si è avvalso di una giovane ragazza italiana di seconda generazione di 17 anni e di un cittadino libico di 21 anni per gestire i contatti con alcuni dei rapinatori e per allargare, in questo modo, il giro di affari.