Cattedre della Carità, a “lezione” sulla realtà dei poveri

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Il direttore della Caritas Ambrosiana Luciano Gualzetti

Caritas Ambrosiana proporrà a Milano e al resto della diocesi, a partire da oggi, martedì 25 febbraio, una serie di incontri pubblici: le CATTEDRE DELLA CARITÀ (otto in programma a Milano, le altre in ciascuna delle sette Zone pastorali della diocesi, a Lecco, Bovisio Masciago, Rho, Varese, Cologno Monzese, Legnano e Cisliano). “Dopo le celebrazioni del 15 dicembre scorso e il lancio del “Fondo Schuster” per il diritto alla casa – spiega Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana –, le Cattedre intendono portare lo spirito Caritas, nel 50° anniversario della sua istituzione a Milano, all’intero territorio diocesano. Vogliamo lasciarci interpellare e rinnovare dalle istanze che la città e i territori ambrosiani sono in grado di esprimere, a proposito delle dimensioni più rilevanti del nostro essere comunità”.

Protagonisti e temi

Le “Cattedre della carità” avranno diversi protagonisti: un testimone (beneficiario o operatore di servizi del Sistema Caritas) aprirà ogni incontro, offrendo come innesco della discussione la “voce dei poveri”, ovvero un racconto e un punto di vista che scaturiscono direttamente dal terreno accidentato della contemporaneità. Seguirà, moderato da un giornalista, un confronto tra due (o più) esperti, non provenienti dai ranghi Caritas, ma dal mondo degli studi, della ricerca, del lavoro, dell’economia, dell’azione sociale, della cultura.

I temi delle Cattedre saranno i diversi “ambiti del vivere” (vedi programma): dal welfare al lavoro, dall’economia alla tecnologia, dalla scuola alla giustizia, dalla salute alla bellezza, dall’abitare al comunicare, dalla grave emarginazione alla salute mentale, dal carcere all’azzardo. Ognuna di queste dimensioni sarà posta in relazione con la carità, elemento costitutivo e identitario dell’organismo pastorale Caritas. «La carità va sottratta alle banalizzazioni che spesso ne fa il discorso pubblico, riducendola a volontarismo perbenista e assistenzialista – osserva il direttore Caritas –. Va invece riproposta agli uomini e alle istituzioni del nostro tempo, nel solco del messaggio biblico e della dottrina sociale della Chiesa, come virtù (religiosa e civile) suprema, generatrice di autentico bene comune, energia che plasma relazioni di fraternità, libertà e giustizia tra tutti gli uomini, in forza dell’amore che Dio per primo riserva a ogni uomo e ogni donna».

Le “Cattedre della carità”, ispirate dalla prospettiva di dialogo con il mondo inaugurata dal Concilio Vaticano II e rafforzata dai cammini sinodali intrapresi dalla Chiesa universale negli ultimi anni, hanno un profondo radicamento nella tradizione pastorale della diocesi di Milano. Il primo e più illustre precedente fu la “Cattedra dei non credenti” voluta dall’arcivescovo Carlo Maria Martini.

Primo appuntamento: martedì 25/2, Carità e Welfare

Per questi motivi, nel programmare le Cattedre gli organizzatori hanno pensato non solo a interlocutori, ma anche a luoghi esterni al perimetro ecclesiale o Caritas. Si comincia oggi, martedì 25 febbraio, alle 17.30 nella Sala Biagi di Palazzo Lombardia, a Milano, sede della Giunta regionale, con la Cattedra dedicata al tema Carità e Welfare. Scegliere di dare a ciascuno un’opportunità. Introdotti dalla lettura di testimonianze di cittadini che si rivolgono ai servizi Caritas, ne discuteranno Cristiano Gori (docente di Politiche sociali all’Università di Trento) e Daniela Mesini (direttrice dell’area Politiche e servizi sociali e sanitari di Irs – Istituto per la ricerca sociale), modera il giornalista Emiliano Bos.

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