I simboli del contrasto alla violenza contro le donne arrivano a Malpensa grazie all’iniziativa di Sea Aeroporti Milano. Nell’hub aeroportuale sono state installate due panchine rosse, una al piano partenza e l’altra nella zona arrivi: la prima è dedicata a tutte le donne vittime di femminicidio in Italia nel 2024, con i nomi riportati scritti in bianco e la seconda e la seconda a Mahsa Amini, la studentessa iraniana morta a 22 anni dopo esser stata arrestata dalla polizia morale di Teheran per non aver indossato correttamente il velo e simbolo della lotta per i diritti umani con il movimento ‘Donne, vita, libertà’. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra SEA e l’Associazione Anemos, con il patrocinio degli Stati Generali delle Donne. “L’aeroporto è un luogo simbolico privilegiato. – spiega Massimiliano Crespi, chief People and Supply Officer SEA Aeroporti di Milano – Decine di migliaia di persone e passeggeri si incontrano e vi transitano. È un posto simbolico per provocare emozioni. Nel dicembre scorso il presidente di Sea Michaela Castelli ha inaugurato qui al Terminal 1 la mostra ‘Com’eri vestita’, sugli abiti indossati dalle donne nel momento in cui hanno subito violenza, un colpo allo stomaco. Questo è il messaggio che vogliamo dare a persone di diverse culture che frequentano gli aeroporti”. Il presidente dell’associazione Anemos Italia Anna Marsella ha raccontato la sua storia personale di sopravvissuta alla violenza, spiegando che “abbiamo chiesto di inaugurare le panchine rosse perché sono l il simbolo di una donna che non c’è più, che non si può più sede. Solo a leggere questi nomi dovrebbe far riflettere. Sono grata del fatto che posso ancora sedermi su quella panchina. Sono una sopravvissuta, ho vissuto 23 anni di violenza. Ho dovuto mettere 1200 chilometri tra me e il mio maltrattante, dalla provincia di Lecce mi sono trasferita qui con mia figlia e con il mio attuale marito. Ho denunciato e ci sono stati 7 anni di violenza. Ogni volta che torno dalla mia famiglia passavo da questo aeroporto. Anemos Italia è nata perché ho respirato da vicino la violenza, so cosa vuol dire. C’è anche il nostro numero di telefono sulla panchina, abbiamo una rete enorme per stare al fianco delle donne ma non siamo un centro di antiviolenza ma un’associazione di prevenzione“. Le panchine rosse in Italia sono 1500, di cui un terzo in Lombardia. Luisa Cortese, degli Stati Generali delle Donne, ha ricordato che “è da 10 anni che ci occupiamo dell’installazione di panchine rosse e quaste di entrano a far parte della rete www.panchinerosse.it. dove si possono vedere tutti i luoghi italiani e stranieri dove sono posate“. Monica Piccirillo, direttrice Aeroporto Malpensa Enac, nel ha sottolineato che “quello aeroportuale è un luogo importante che richiama l’attenzione di tutte le persone, anche di chi avrebbe bisogno di aiuto” mentre l’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso ha evidenziato che per contrastare la violenza di genere occorre “partire dalla prevenzione, dall’educazione, andare nelle scuole. Vent’anni fa da avvocato mi sono occupata di violenza di genere, ho sempre collaborato con i centri antiviolenza: conosco la fatica, il coraggio, l’iter legale e psicologico delle donne“. Presente anche il prefetto di Varese Salvatore Pasquariello, che ha ricordato l’obiettivo della Convenzione di Istanbul del 2011, ossia “togliere di mezzo la violenza di genere. Con quella Convenzione si è detto forse tardi che i crimini contro le donne sono delitti contro i diritti umani. Questo è un dato incontrovertibile. Chi tocca una donna compie un delitto contro l’umanità. In Italia la legislazione è molto avanti. Negli ultimi anni si sono raffinate alcune procedure, gli interventi sono più veloci“.
SEA, a Malpensa inaugurate panchine rosse per vittime di femminicidi
Nell'hub aeroportuale sono state installate due panchine rosse, la prima è dedicata a tutte le donne vittime di femminicidio in Italia nel 2024, la seconda a Mahsa Amini, la studentessa iraniana morta a 22 anni.